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LA TAZZINA ROTTA – STOP OMOFOBIA

LA TAZZINA ROTTA – STOP OMOFOBIA

Strano ma vero, siamo nel 2019, il nuovo secolo è iniziato ormai da un bel po’, eppure, ci troviamo ancora a parlare di paura del diverso.

Razzismo, xenofobia, omofobia, fanno sempre più parte del nostro quotidiano: c’è chi ha paura dell’uomo nero, c’è chi ancora inneggia a valori da terzo reich, c’è chi addita (troppo spesso anche violentemente) l’amore omosessuale.

Per fortuna, c’è anche chi a queste fobie si ribella, ma, sapete quale è la cosa strana, per ogni donna, per ogni uomo, che vedendo un caso di emarginazione si scaglia contro l’ignorante di turno, ce ne sono almeno il doppio che fanno spallucce.

E’ il caso di quella signora che sulla circumvesuviana si scaglia contro un razzista definendolo scemo, attorno a lei l’indifferenza!

 

Sorvoliamo sui rigurgiti da manina alzata, l’analisi la lasciamo a chi ha più competenze di noi: colpa dell’ignoranza, colpa della società, colpa della politica? Ai posteri l’ardua sentenza.

Ma, è sull’omofobia che vogliamo soffermarci, per due ragioni, una legata alle statistiche una legata ad un bel video che circola su Facebook e che indirettamente si lega a #zakradio.

Sapevate che ogni ora ci sono in media 4 aggressioni all’indirizzo di ragazze o ragazzi omosessuali,  si avete capito bene 4 l’ora, circa 50 al giorno, e solo 1 caso su 4 viene denunciato.

Perché così poche denunce? al primo posto per paura (essere perseguitati dall’aggressore denunciato), al secondo posto (per chi ce l’ha) la forza d’animo, ed al terzo posto il coming out … Non avere palesato le proprie scelte sessuali ad amici e soprattutto a parenti sarebbe forte fonte di imbarazzo a fronte di una denuncia di aggressione di stampo omofobo.

Il coming out, ormai locuzione di uso comune… venir fuori, palesarsi, esibire quel che si è non solo esteriormente ma anche interiormente: c’è chi riesce con forza ad affermarsi (anche grazie ad esempi altisonanti) c’è chi questa forza non ce l’ha, c’è chi invece rimane nel limbo.

Parliamo di coloro che provano a dire chi sono, cosa vogliono, magari perché si sono innamorati e hanno bisogno di vivere la loro storia alla luce del sole, senza sotterfugi, senza maschere, senza parlare sottovoce… Ecco spesso, troppo spesso queste ragazzi e queste ragazze non trovano l’appoggio “base” loro necessario, quello della famiglia.

Per carità, ci sono genitori che rispondono “e dove è la novità?” (mosche bianche), genitori che loro malgrado acquisiscono il dato, ma latro on potrebbero fare, si parla del figlio o della figlia (perbacco!), ma ci sono genitori, che piuttosto che avere un figlio gay, lo preferirebbero morto o fuori di casa.

E veniamo alla seconda ragione di questo articolo: la nostra Signora Pappalardo, è protagonista di uno dei suoi video dissacranti, proprio sul tema genitori ed omofobia, che vi inviamo a vedere: può una madre tenere più ad una tazzina rotta che ad un figlio che si è dichiarato omosessuale?. noi di zak intanto nel lasciarvi al video

Non vogliamo spoilerare, ma il finale in questo caso è lieto, la realtà spesso lo è un po’ meno: noi di zak intanto a gran voce diciamo #STOPOMOFOBIA

PEZZI DI CORE….. Un particolare ringraziamento va a NEKO FELIX, OTTONI ANIMATI per il brano "TERRA" e alla Signora ANTONINA LUISA SOLINA….. GRAZIE DI ❤️

Posted by The street pig on Thursday, 10 January 2019

Filippo Messina

Gennaio 11th, 2019

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