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QUESTA ANNOTAZIONE S’HA DA FARE!

QUESTA ANNOTAZIONE S’HA DA FARE!

Ne abbiamo parlato diverse volte in #zakonair (ogni ven h21 su #zakradio), e più volte non abbiamo nascosto il nostro punto di vista: famiglia è dove c’è amore, indipendentemente da come la famiglia sia composta.

Ripercorriamo velocemente la storia:  due ragazzi, grazie alla gpa (gestazione per altri), negli Stati Uniti , riescono a diventare papà di una meravigliosa coppia di gemelli… Fughiamo subito ogni dubbio, nessuna donna è stata sfruttata per raggiungere l’obiettivo, le mamme (i due angeli come le chiamano Leo e Francesco) hanno scelto volontariamente di aiutare la coppia, nessuna era in stato di bisogno economico (lo prevede la legge americana), e la mamma gestante è cattolica (come ci ha raccontato Leo ai nostri microfoni, quest’ultima prima di prendere la decisione di sostenere la gravidanza, si è confrontata con il suo padre spirituale, il quale alla domanda “lo fai per…” ha ricevuto per risposta “…amore”).

Insomma sta di fatto che 18 mesi fa vengono alla luce due ometti meravigliosi, ed il nome dei due papà viene trascritto nel’atto di nascita che dagli Stati Uniti transita verso il bel paese, l’Italia.

Ma in Italia, paese che c’ha messo vent’anni per approvare le unioni civili, non prima di essere passata dai “dico” e dai “pacs”, alla legge (la Cirinnà) che sancisce la possibilità anche per le coppie omosessuali di contrarre contratto di unione civilmente sancito, manca un pezzo, e che pezzo, la stepchild adoption, ovvero sia la possibilità per una coppia omogenitoriale, che uno dei partner adotti il figlio biologico del compagno.

In sintesi se nell’atto di nascita straniero entrambi i ragazzi sono genitori dei bambini, per l’italia solo uno può esserlo, ed ecco l’inghippo: entrambi desiderano come loro diritto comparire sull’atto di nascita italiano quali papà dei gemelli, ma, per farlo occorre, previa richiesta, che l’ufficio di stato civile del comune nel quale i ragazzi risiedono autorizzi l’annotazione del secondo papà.

Leo e Francesco avanzano quindi domanda, iniziando una interlocuzione durata oltre sette mesi con il Sindaco di Trapani, con diversi esperti che peraltro daranno parere favorevole e con gli uffici del comune, ma dopo una lunga attesa, ecco la sorpresa, il diniego: l’articolo 250 del codice civile italiano prevede una mamma ed un papà!

E allora, ci si inizia a chiedere perché se la cassazione ha indicato come possibile il riconoscimento della genitorialità all’interno di una coppia omosessuale, e perché malgrado diversi pareri positivi Trapani, diniega questa possibilità? Perché se Sindaci di tutta Italia quali ufficiali di stato civile hanno consentito la trascrizione, quello di Trapani non la permette?

mappa delle stepchild adoptions in Italia

In realtà sono domande senza risposta, nessun commento da parte della amministrazione trapanese, se non la lettera di rigetto della domanda arrivata ai due papà, ai quali salvo ripensamenti non rimane che ricorrere al tribunale ordinario affinché (si spera) un giudice riconosca il loro diritto.

Ma Trapani, e non parliamo della amministrazione ma della città o meglio dei suoi cittadini, alla notizia del diniego e del dispiacere dei padri, dicevamo Trapani città normalmente apatica, si è sollevata in uno scatto di orgoglio: a breve una mozione verrà presentata in consiglio affinché il consesso comunale fornisca al primo cittadino un atto di indirizzo (non vincolante) per il riconoscimento della doppia paternità, ma ancor più bello è quanto accaduto stamane: i social, potente mezzo di diffusione di massa stamane si sono svegliati con un invito al Sindaco di Trapani a ripensarci con l’hashtag #giacomometticiunafirma. Chiunque volesse può sostituire la propria immagine di profilo con le slide multicolore create ah hoc… Una pietra nell’oceano, non lo sappiamo, ma quel di cui siamo certi, come detto all’inizio, è che dove c’è amore c’è famiglia, e credeteci, Leo Francesco ed i  loro gemelli di amore ne hanno da vendere.

Filippo Messina

Marzo 17th, 2019

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